Dalle larve di baco da seta, la produzione di olio con proprietà antimicrobiche

Studio pubblicato sulla rivista internazionale “Animals”, di particolare interesse per l’industria mangimistica.

“Animals” è una rivista interamente dedicata agli animali, incluse zoologia e scienze veterinarie, pubblicata mensilmente online da MDPI.
E’ consultabile liberamente da parte dei lettori e gli articoli pubblicati sono sottoposti ad una revisione da parte di specialisti dello stesso settore disciplinare.


La pressatura meccanica delle larve di Hermetia illucens e di Bombyx mori produce oli con attività antimicrobiche.

SOMMARIO DIVULGATIVO

L’allevamento e la processazione di insetti sono ampiamente studiati per fornire soluzioni alla crescente domanda di proteine posta da una popolazione umana in continuo aumento.
E’ stato dimostrato che la farina di insetti può essere introdotta nella razione alimentare del bestiame e che la sua valorizzazione può limitare l’impatto ambientale dell’allevamento animale.
Gli insetti, quando la loro impronta ecologica viene analizzata, vengono considerati “bioraffinerie”, capaci di generare molteplici ricadute economiche per l’industria alimentare.
Il grasso e i peptidi antimicrobici contenuti nell’olio d’insetto possono rappresentare importanti risorse per trattare le malattie animali, per esempio, permettendo di ridurre l’abuso di antibiotici.

In questo articolo ci siamo concentrati su due insetti utilizzabili sia per la produzione di proteina, sia per quella di olio: la mosca soldato e il baco da seta domestico.
Poiché il regime dietetico di questi insetti influenza considerevolmente la loro composizione in grassi, sia le larve di mosca soldato, sia le larve di baco da seta sono state allevate con diete composte da vegetali. I bachi da seta sono stati alimentati con foglie di gelso, mentre la mosca soldato è stata alimentata con una dieta composta da scarti di ortaggi e frutta, nella prospettiva della loro bioconversione e valorizzazione.
La migliore tecnica per massimizzare la resa d’estrazione di olio è stata definita per le larve della mosca soldato e poi applicata alle crisalidi del baco da seta.
In entrambi gli insetti
è stata dimostrata un’attività antimicrobica dell’olio contro alcune specie batteriche, ed è stata comparata.

ABSTRACT

Lo scopo di questo lavoro è stata la definizione di metodi di trattamento che salvaguardassero la qualità e le proprietà antimicrobiche degli oli di Hermetia illucens e Bombyx mori.
Gli autori hanno adottato una dieta vegetale per entrambi gli insetti: scarti di ortaggi e frutta per H. illucens e foglie di gelso per B. mori. Per prima cosa, sono state testate le tecniche alternative per ottenere una buona resa di estrazione dalla biomassa essiccata di larve di H. illucens. La pressatura tradizionale è risultata essere il sistema migliore per massimizzare la resa di estrazione dell’olio ed è stata poi applicata con successo anche alle crisalidi di baco da seta.
La qualità dell’olio è risultata comparabile a quella ottenuta con i metodi già descritti in letteratura. Nel caso delle crisalidi di baco da seta, si è investigato su trattamenti differenti e diversi periodi di conservazione, per valutare la loro influenza sulla composizione e qualità dell’olio. Il saggio di diffusione su agar ha dimostrato un interessante sensibilità del Bacilus subtilis e dello Staphylococcus aureus (Gram-positivi) agli oli derivati da H. illucens e B. mori, mentre la crescita dei Gram-negativi Pseudomonas aeruginosa e Escherichia coli non è stata influenzata.

Questo studio conferma che il grasso e gli altri composti attivi dell’olio estratto da pressatura a caldo possono rappresentare antimicrobici efficaci contro i batteri, un risultato rilevante se consideriamo che sono sottoprodotti del processo di estrazione di proteina per l’industria mangimistica.


Autori

Silvia Cappellozza (1), Alessio Saviane (1), Luca Tassoni (2), Daniele Naviglio (3), Daniela Lupi (4), Sara Savoldelli (4), Giulia Bianchi (5), Giovanna Cortellino (5), Paolo Bondioli (6), Liliana Folegatti (7), Morena Casartelli (8), Viviana Teresa Orlandi (9), Gianluca Tettamanti (9).

(1) Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca per l’Agricoltura e Ambiente (CREA-AA), Laboratorio di gelsibachicoltura di Padova
(2) Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova
(3) Dipartimento di Scienze Chimiche, Università di Napoli “Federico II”
(4) Dipartimento Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente, Università degli Studi di Milano
(5) Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari (CREA‐IT) di Milano
(6) Freelance Expert di Milano
(7) Innovhub, Laboratorio Sostanze Grasse, derivati e tecnologie olearie di Milano
(8) Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
(9) Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, Università degli Studi dell’Insubria (Varese)


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