I ricercatori del Silklab di Boston annunciano la creazione di un nuovo materiale che potrebbe rappresentare un’ottima alternativa alla pelle.
La produzione industriale di pelle rappresenta un settore multimiliardario in continua crescita che, richiedendo l’allevamento di miliardi di bovini in tutto il mondo, causa un impatto ambientale molto grave: deforestazione, uso eccessivo di acqua e terra, inquinamento ambientale ed emissioni di gas serra.
E’ per questo che i ricercatori della Scuola di Ingegneria della Tufts University (Massachusetts, USA) hanno deciso di trovare un’alternativa: tramite un nuovo studio recentemente pubblicato dal laboratorio Tufts Silklab di Fiorenzo Omenetto sulla rivista Materials & Design, è stato presentato un materiale che può essere stampato in diversi modelli e trame, con proprietà fisiche simili alla vera pelle, tra cui la sua tipica resistenza a piegature, forature, trazioni e cuciture, oltre che la possibilità di essere assemblata con altri tessuti e accessori.
Questo nuovo materiale, secondo il comunicato stampa emesso dall’università, avrebbe la consistenza, la flessibilità e un livello di rigidità simili a quelli della vera pelle e, soprattutto, risulterebbe “sostenibile”, ossia non tossico e in generale rispettoso per l’ambiente.
I ricercatori sono partiti dalla seta che in questo caso, invece di essere tessuta, è stata prelevata direttamente dai bozzoli di bachi da seta ed è stata scomposta in fibre sulla base dei suoi componenti proteici. Dopo aver scomposto la seta in proteine, hanno utilizzato queste ultime per realizzare il nuovo materiale che risulta molto simile alla pelle.
Fiorenzo Omenetto, professore alla Tufts University e direttore del Tufts Silklab, spiega che ridurre al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche ma mantenendo al contempo le qualità e le caratteristiche della vera pelle è stato l’oggetto degli studi del suo laboratorio:
“Usando la seta, così come la cellulosa dai rifiuti tessili e agricoli e il chitosano dai rifiuti dei molluschi e tutti i prodotti chimici relativamente delicati usati per combinarli, stiamo facendo progressi verso questo obiettivo”.
La produzione di questa nuova pelle a base di seta viene infatti attuata con un processo che si basa sull’acqua e sull’utilizzo di sostanze chimiche delicate. Queste ultime vengono usate a temperatura ambiente e, come scarto, producono sostanze non tossiche. Tramite poi il processo della stratificazione 3D computerizzata, è possibile creare in serie diversi pattern regolari che possono avere una forza ed un livello di flessibilità variabili a seconda dell’utilizzo.
Inoltre, una volta entrato nel ciclo dei rifiuti, questo nuovo materiale è del tutto biodegradabile.
Fonti: now.tufts.edu, www.notiziescientifiche.it
Documentazione in INGLESE:
Articolo Tufts University
“Tufts SilkLab Creates Leather-like Material from Silk Proteins” | Tufts Now
Risultati dello Studio
“Additively manufactured leather-like silk protein materials” | Materials&Design
Approfondimenti
Fiorenzo Omenetto e gli utilizzi innovativi della seta al Silklab di Boston

